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Nuovi provvedimenti contro la pandemia, Piffer: “Bene per frenare i contagi, ma attenzione alle imprese”

“Non siamo contrari a queste nuove, progressive, misure di contenimento, ma auspichiamo che venga seriamente valutato l’impatto economico e organizzativo che tali misure provocheranno sulle imprese”

07/01/2022 da Ufficio stampa

TRENTO. Anche se le nuove misure varate dal Governo nei giorni scorsi per ridurre i contagi da Covid-19 sono viste favorevolmente dalle imprese, il vicepresidente vicario di Confcommercio Trentino Massimo Piffer chiede che venga considerato l’ulteriore sforzo organizzativo ed economico che si riversa sulle imprese: “Non siamo contrari a queste nuove, progressive, misure di contenimento, ma auspichiamo che vengano seriamente valutato l’impatto economico e organizzativo che tali misure provocheranno sulle imprese”.

Il Governo Draghi ha approvato nuove misure di contenimento della pandemia che, progressivamente, introducono l’obbligo vaccinale e il possesso di green pass per accedere anche a servizi pubblici e negozi (esclusi farmacie e alimentari), come già avviene per gli esercizi pubblici. Il vicepresidente vicario nonché presidente dell’Associazione commercianti al dettaglio del Trentino Massimo Piffer interviene sulle nuove disposizioni: “Come sistema Confcommercio, con esso la grande maggioranza degli associati, approviamo le misure di contenimento della pandemia, visto che l’obiettivo è sconfiggere il virus e tornare a vivere e lavorare senza restrizioni il prima possibile. Capiamo la gravità della pressione sul sistema sanitario e l’efficacia delle misure e dei vaccini, però vogliamo che venga ascoltata anche la voce delle imprese, che con questa nuova stretta sono chiamate ad ulteriori sforzi che si traducono in impegni organizzativi ed economici”.

“In questo momento storico, al di là della pandemia, gli operatori stanno lavorando assiduamente per restare al passo con i grandi cambiamenti epocali che si stanno verificando a livello globale; cambiamenti che si ripercuotono anche sul nostro territorio, dalle città ai paesi più piccoli delle valli. La pandemia da un lato ha riconosciuto l’importanza e la vitalità del commercio di prossimità, del negozio sotto casa, dall’altra ha costretto le imprese, spesso a conduzione familiare o poco più, a fare i conti con adempimenti, costi, limitazioni molto pesanti. Chiediamo quindi che si ponga la giusta attenzione alla conseguenze che queste nuove misure di prevenzione avranno sulle aziende: per le più piccole si tratta di disagi sia economici che organizzativi, mentre le più grandi, con una gestione più organizzata dei processi interni, avranno maggiori ripercussioni di tipo economico. Chiediamo che il governo e anche le amministrazioni locali siano consapevoli di queste conseguenze e agiscano per contenerne il più possibile l’impatto”.