Il 26 giugno, in occasione del Pontificale di San Vigilio, l’Associazione Panificatori della Provincia di Trento porta il pane per la benedizione e la distribuzione ai fedeli. Coinvolti anche gli studenti della Scuola di Arte Bianca di Rovereto. Novità 2026: pane senza glutine per rendere il momento di condivisione accessibile a tutti.
In occasione delle Feste Vigiliane 2026, ASPAN, l’Associazione Panificatori della Provincia di Trento aderente a Confcommercio Trentino, conferma il proprio impegno a favore della comunità, del territorio e della valorizzazione dell’arte bianca trentina.
La presenza dei panificatori trentini all’interno del programma delle celebrazioni dedicate a San Vigilio non rappresenta soltanto una fornitura di prodotto, ma un gesto simbolico e concreto: il pane come segno di lavoro, comunità, prossimità e tradizione artigiana. Un patrimonio quotidiano che vive nei laboratori, nelle botteghe, nei paesi e nei quartieri, e che nelle Feste Vigiliane trova uno dei suoi momenti più riconoscibili.
«Per ASPAN partecipare alle Feste Vigiliane significa portare dentro la festa della città il lavoro dei panificatori, la qualità dei prodotti e il valore di una professione che continua a essere profondamente legata alla vita delle comunità – afferma il presidente Emanuele Bonafini –. La forza della nostra associazione sta nella capacità di fare rete, di sostenere i soci e di rappresentare un mestiere che guarda al futuro senza perdere il legame con la propria storia».
L’impegno dell’associazione si è sviluppato lungo tutto il mese di giugno, accompagnando diversi momenti del calendario delle Feste Vigiliane: dalla conferenza stampa di presentazione del 4 giugno alla Ganzega dei Ciusi e dei Gobj del 13 giugno, dalla colazione della Magica Notte del 20 giugno fino al momento centrale delle celebrazioni, previsto per venerdì 26 giugno, giorno di San Vigilio.
Proprio il 26 giugno ASPAN sarà presente al Pontificale Solenne in Duomo, offrendo, come da tradizione, la cesta scenografica di pane artigianale che sarà portata all’altare per la benedizione. Al termine della cerimonia, i Maestri Panificatori distribuiranno ai fedeli in Piazza Duomo il pane fresco, rinnovando un gesto di condivisione ormai molto sentito dalla comunità.
L’edizione 2026 introduce anche due elementi di particolare significato. Il primo riguarda il coinvolgimento dei giovani: accanto ai Maestri Panificatori saranno presenti alcuni studenti della Scuola di Arte Bianca di Rovereto, realtà che ASPAN ha fortemente voluto e continua a sostenere come presidio fondamentale per la formazione delle nuove generazioni. Due studenti parteciperanno al momento della benedizione del pane, mentre altri ragazzi affiancheranno panificatori e volontari durante la distribuzione in piazza.
«Il ricambio generazionale è una delle sfide più importanti per il nostro settore – prosegue Bonafini –. Vedere gli studenti della Scuola di Arte Bianca partecipare a un momento così significativo vuol dire dare continuità a un mestiere antico, ma anche affermare con chiarezza che la panificazione trentina ha sempre molto da dare alle comunità.
La seconda novità riguarda l’inclusività alimentare. Per la distribuzione successiva al Pontificale sarà infatti disponibile anche pane senza glutine, fornito dal panificio specializzato Matì. Una scelta pensata per rendere il momento della condivisione realmente aperto a tutti, con attenzione anche alle esigenze delle persone con intolleranze o celiachia. ASPAN valorizza sempre i prodotti identitari della panificazione locale, tra cui il Pantrentino, simbolo di filiera corta, e il Pan Dolce di San Vigilio. L’associazione cura inoltre gli aspetti organizzativi, logistici e informativi legati alla presenza dei panificatori, dalla gestione delle indicazioni sugli allergeni alla predisposizione dei materiali promozionali e divulgativi.
L’iniziativa, realizzata con il sostegno economico della Provincia autonoma di Trento, conferma il ruolo di ASPAN come soggetto capace di unire rappresentanza, servizio ai soci e promozione del territorio.
«Il pane è un alimento semplice, ma porta con sé una storia complessa: lavoro, competenza, responsabilità, filiera, relazione con le persone – conclude Bonafini –. Essere presenti alle Feste Vigiliane significa ricordare che dietro ogni prodotto ci sono imprese, famiglie, lavoratori e una cultura artigiana che merita di essere conosciuta, sostenuta e tramandata».