La crisi del settore dell’autotrasporto ha raggiunto il punto di non ritorno. FAI Conftrasporto Trentino e le sigle riunite in UNATRAS hanno ufficializzato il fermo nazionale dei servizi e i mezzi pesanti si fermeranno dal 25 al 29 maggio. La decisione arriva dopo l'invio di una lettera unitaria d'urgenza indirizzata alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai Ministri Matteo Salvini (Infrastrutture) e Giancarlo Giorgetti (Economia). Il messaggio è chiaro: senza interventi immediati su accise e liquidità, la sopravvivenza delle imprese italiane è a rischio.
Il comparto, eccezionalmente compatto, esige risposte su quattro pilastri fondamentali per evitare il blocco operativo:
Andrea Pellegrini, presidente di FAI Conftrasporto Trentino, lancia l'allarme sulle criticità specifiche della nostra regione, vittima delle politiche unilaterali del Tirolo che stanno soffocando il traffico transfrontaliero.
«Siamo una terra di confine e stiamo subendo veri e propri boicottaggi - dichiara Pellegrini - Tra contingentamenti e divieti, il rischio è la paralisi totale dell’asse del Brennero, con pesanti ricadute su consegne e costi delle merci».
Il calendario critico di maggio:
Le limitazioni imposte dall'Austria creeranno ingorghi e disagi sistematici nelle seguenti date:
La mobilitazione non è solo una protesta contro il caro-carburante, ma un grido d'allarme per la dignità di un settore strategico. Come sottolineato dalla presidenza UNATRAS, guidata da Paolo Uggè, il fermo è un atto necessario per informare l'opinione pubblica: senza autotrasporto, l'intera economia del Paese si ferma. Le imprese chiedono sostenibilità economica e il riconoscimento di un ruolo insostituibile nella catena di approvvigionamento nazionale.