Salta al contenuto principale
astratto
INSIEME,
troviamo soluzioni
 
comprimi barra di ricerca

«L’auto resta fondamentale: la sfida è organizzare meglio gli spostamenti»

Camilla Girardi, presidente di Federauto Trentino: «Servono un trasporto pubblico più efficiente, parcheggi accessibili e soluzioni capaci di sostenere anche commercio e vitalità urbana»

25/09/2026 da Cat Confcommercio srl

Federauto Trentino interviene nel dibattito sulla mobilità cittadina e sulle dichiarazioni dell’assessore comunale alla mobilità Michele Brugnara, richiamando la necessità di affrontare il tema della congestione con una visione capace di tenere insieme accessibilità, trasporto pubblico, sosta e vitalità economica. «Capisco le preoccupazioni dell’assessore rispetto al numero elevato di automobili e all’impatto che il traffico può avere sull’ambiente e sulla vivibilità della città - afferma Camilla Girardi, presidente di Federauto Trentino e vicepresidente dell’Associazione Commercianti al Dettaglio del Trentino - ma l’automobile resta uno strumento fondamentale per la mobilità, soprattutto in un territorio come il nostro, dove il trasporto pubblico non riesce sempre a coprire tutte le esigenze di spostamento. Trento, inoltre, ha una struttura viaria condizionata dalla sua storia e da spazi che non sono quelli delle grandi città costruite attorno a larghe arterie. Nel frattempo sono cambiate anche le automobili, diventate mediamente più larghe per ragioni di sicurezza e abitabilità. Tutto questo rende più complessa la gestione della mobilità, ma proprio per questo serve maggiore capacità di organizzazione».

Per Federauto Trentino, la risposta non può limitarsi alla progressiva riduzione dello spazio destinato alle automobili, ma deve puntare su un sistema più efficiente nel suo complesso, capace di offrire alternative reali e di garantire al tempo stesso accessibilità alla città e ai suoi servizi.

«La sfida è trovare un equilibrio che permetta alle persone di muoversi comodamente e liberamente, migliorando allo stesso tempo la qualità della vita urbana - prosegue Girardi - e questo significa investire su un trasporto pubblico realmente efficiente, su parcheggi vicini o ben collegati al centro, su una maggiore rotazione della sosta e anche su forme alternative di mobilità, dal trasporto a chiamata alle navette, fino ai servizi condivisi. Prima di chiedere ai cittadini di cambiare le proprie abitudini bisogna offrire loro soluzioni competitive, con frequenze, puntualità e collegamenti adeguati alla domanda reale».

Il tema dell’accessibilità, sottolinea Federauto, riguarda direttamente anche la vitalità commerciale dei centri urbani e dei sobborghi.

«Qualche giorno fa, durante un normale spostamento di lavoro di una decina di chilometri, ho attraversato il centro di un sobborgo, fermandomi all’ufficio postale, in edicola e poi al bar della piazza - racconta la presidente di Federauto Trentino - e da un assessore comunale ha osservato che avrei dovuto utilizzare la strada provinciale parallela, perché passando dal paese contribuivo a creare traffico. Ma se guardiamo soltanto al tragitto dal punto A al punto B perdiamo di vista tutto ciò che accade durante quello spostamento: in pochi minuti avevo frequentato tre attività del paese. I negozi di prossimità, i bar, i ristoranti e i servizi non rappresentano soltanto attività economiche, ma contribuiscono alla socialità, al presidio e alla qualità della vita delle comunità. Se rendiamo progressivamente più difficile raggiungere e attraversare i nostri centri, dobbiamo anche interrogarci sulle conseguenze che questo produce sulla loro frequentazione».

«Una città accessibile è una città che funziona meglio - conclude Girardi - e la mobilità non può essere affrontata dividendo i mezzi di trasporto tra quelli giusti e quelli sbagliati. Le automobili fanno parte della vita quotidiana delle persone e del funzionamento del territorio. Il compito delle politiche pubbliche è governare questa realtà, insieme a tutte le altre forme di trasporto, offrendo più possibilità di scelta e facendo funzionare meglio l’intero sistema».