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L’edizione 2008 della Mostra
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Palcoscenico e platea del Teatro saranno occupati dai produttori mentre nelle sale dedicate ai seminari vi saranno le Anteprime (un’anticipazione delle manifestazioni dedicate al vino dei prossimi mesi), gli appuntamenti di cucina con il TRENTODOC, gli incontri di degustazione dell’Associazione Italiana Sommeliers sez. Trentino, dell’Associazione della Sommellerie Professionale Italiana, i golosi Laboratori del Gusto Slow Food, gli appuntamenti con la Confraternita della Vite e del Vino, con le Strade del Vino e dei Sapori e con O.N.A.V.. Per tutta la durata della mostra, a Palazzo Roccabruna, Enoteca provinciale del Trentino, verranno proposte tutte le etichette presenti al Teatro Sociale, concedendo ai visitatori la possibilità di effettuare degustazioni in parallelo, confrontando vini e grappe della stessa annata e tipologia, ma di produttori differenti. Il lunedì l’entusiasmo degli appassionati lascerà il posto all’attenzione e alla professionalità degli operatori di settore per “Quando il vino è un mestiere”. La presenza delle associazioni di categoria nobiliterà la giornata e l’Associazione italiana Sommeliers del Trentino provvederà a scegliere, tra diversi candidati professionisti e non, il miglior sommelier della provincia. Durante le giornate di Mostra, più di venti locali in centro storico proporranno come aperitivo TRENTODOC, in città sventoleranno le allegre bandierine e le vetrine dei negozi verranno allestite a festa.
Vini e e grappe del territorio Un fazzoletto di terra rubato alla montagna, il Trentino vitivinicolo è pieno di rare e preziose sorprese. Dalle Dolomiti al Lago di Garda è tutto un susseguirsi di microclimi diversi, terreni diversi che danno origine come in nessun’altra regione vitivinicola a vini e grappe uniche.
Trentodoc A partire dall’eccellenza di tutta la produzione: quel TRENTODOC che con cento anni di storia alle spalle si affaccia sul proscenio con tutto il suo fascinoso perlage. Il metodo classico di montagna è oggi prodotto da ventisette produttori. Nel calice, tutto il mondo trentino, cultura e territorio. Tra i metodi classici più stappati in Italia, TRENTODOC proviene quasi esclusivamente da uve Chardonnay e piccole porzioni di Pinot nero e Pinot meunier.
Trentino Doc Muller Thurgau I vini trentini assomigliano alla terra in cui nascono. Ne portano i segni, ma soprattutto i profumi e le fragranze. Ad esempio Trentino Doc Müller Thurgau, vino bianco dagli aromi spiccati che nasce sulle colline intorno a Trento, nella Valle dei Laghi, a sud sui declivi del Monte Baldo e sui pendii della Valle dei Ronchi. Ma soprattutto sugli arditi terrazzamenti della Valle di Cembra, a settecento metri di altitudine.
Trentino Doc Marzemino Ogni zona del Trentino ha il suo gioiello enologico. La Vallagarina, che con i suoi vigneti fa da corona alla città di Rovereto, è il regno del Trentino Doc Marzemino. Un rosso autoctono che si è meritato con il tempo l’appellativo di gentile, grazie al suo gusto delicato. Un vino che ha una storia. Al punto che perfino il grande Mozart ha pensato di citarlo nel suo celeberrimo “Don Giovanni”. Note che riecheggiano assieme a quelle del vino, nei centri lagarini di Isera e Volano, cuore della produzione del Marzemino.
Teroldego rotaliano Doc La regalità non si compra. È la Storia ad assegnarla. Pertanto se il Teroldego rotaliano Doc è considerato il principe dei vini trentini lo si deve all’unicità di questo autoctono che alligna solo nella Piana Rotaliana posta a nord di Trento, laddove il fiume Adige incontra il torrente Noce. Un fazzoletto di terra alluvionale a cui la Natura pare aver assegnato un compito preciso: produrre il Teroldego. L’antico “Oro del Tirolo”, conosciuto sin dai tempi della Corte Imperiale di Vienna e di cui si fa cenno perfino negli atti del famoso Concilio di Trento del XVI secolo.
Trentino Doc Nosiola e Vino Santo Altro angolo eccezionale del Trentino, cento terre in una soltanto, è la Valle dei Laghi. Laddove attecchisce un vitigno eclettico da cui derivano due tra le eccellenze enologiche del Trentino. Un vitigno il cui frutto, rinfrescato da l’Ora del Garda, presenta una maturazione lenta e posticipata. Due vini sublimi. Il primo, unico autoctono a bacca bianca, è Trentino Doc Nosiola, delicato e profumato. Il secondo è niente meno che un passito: il Vino Santo. Gli acini raccolti ad ottobre vengono appassiti sulle “arèle” e spremuti durante la successiva Settimana Santa. Di qui il nome del vino. Trentino Grappa Grandi vini, insomma, ognuno con le sue peculiarità. Ma il prodotto che meglio riassume in sé e sintetizza tutta la cultura della vita di montagna è la Trentino Grappa. Perché in una terra di vini eccellenti è quasi inevitabile trovarsi di fronte a grandi distillati: le vinacce sono fresche e ricche di vino, cariche, pronte a regalare altri aromi e profumi. In Italia, una distilleria su cinque opera in Trentino, per una produzione che è l’8% di quella nazionale. Una scelta precisa, improntata alla qualità, che ha radici nel territorio e nella storia. Lo stesso metodo di distillazione “Tullio Zadra” è nato in Trentino. A certificare la bontà del prodotto, un apposito Istituto di Tutela Grappa del Trentino che solo dopo numerosi controlli concede all’etichetta il “Marchio del Tridente”.
IL COMMENTO. Togn: «Bene l’incontro con gli operatori» «Mai come oggi abbiamo bisogno di farci conoscere». Luigi Togn, vicepresidente dei vitivinicoli trentini e presidente degli industriali alimentari, commenta positivamente la novità di questa edizione della Mostra dei vini, ovvero l’apertura di uno spazio dedicato agli operatori a palazzo Roccabruna. «Più parliamo di Trentino e dei suoi vini - dice Togn - meglio è, soprattutto in questi momenti. Creare uno spazio per gli operatori mi pare un’ottima idea: servirà a mettere in contatto i produttori di vini autoctoni con i professionisti del settore».
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